Negli scorsi giorni l’ospedale San Luigi Gonzaga, in collaborazione con l’Associazione San Luigi Gonzaga ONLUS e con la startup Citiculture, ha inaugurato il progetto “Rivìtere”, una vigna di 900 metri quadrati dedicata ad attività riabilitative all’aperto per pazienti con disabilità neurologiche e malattie oncologiche e croniche.
Questa nuova infrastruttura curativa ha l’obiettivo di potenziare i percorsi tradizionali già attivi all’interno dell’ospedale con attività innovative e più vicine alle esperienze di vita quotidiana. Il contatto con la natura rafforza il recupero funzionale e il benessere psicologico dei pazienti, oltre ad un generale miglioramento della qualità di vita. Lo spazio verde della vigna si trasforma in un ambiente di riabilitazione, a cui i pazienti possono accedere per svolgere attività legate alla cura della vite.
“Rivìtere” vanta sei aree di vigna hi-tech e un’area sensoriale con varietà aromatiche e vegetazione e si unisce al Giardino Riabilitativo, un ulteriore spazio all’interno dell’ospedale per il recupero motorio, l’equilibrio, la coordinazione, l’autonomia e il benessere psicologico.
Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, insieme al vice presidente Maurizio Marrone e dell’assessore alla Sanità Federico Riboldi, ha commentato così l’iniziativa:
“Innovare in sanità significa anche immaginare nuovi modi di prendersi cura delle persone. “Rivìtere” porta dentro l’ospedale un ambiente nel quale gesti semplici e quotidiani come muoversi, prendersi cura di qualcosa, stare con gli altri, diventano parte del percorso di cura. È un’innovazione che mette al centro la persona e la qualità della sua vita, con l’obiettivo di accompagnarla verso una quotidianità più autonoma e ricca e lo fa, in questo caso, attraverso la vigna, una delle eccellenze agricole del nostro territorio di cui è simbolo e patrimonio prezioso”.
Davide Minniti, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera, ha inoltre spiegato:
“Con la vigna terapeutica proseguiamo un percorso preciso: utilizzare anche gli spazi esterni dell’ospedale come luoghi nei quali continuare concretamente la cura. Uno spazio pensato anche per favorire l’incontro e la socialità di caregiver e familiari e contribuire a ridurre l’isolamento delle persone più fragili, inserendo il percorso di cura in un ambiente aperto e condiviso”.
Il progetto ha ricevuto il sostegno di Reale Foundation, Fondazione Crt, Consulta di Torino e Clems Sinistri.


